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Azienda Agricola

BELLA BAIA

L’azienda agricola Bella Baia

Bella Baia è una azienda agricola, un tipico giardino dove si coltivano limoni. Essa è costituita dalle caratteristiche piazzole terrazzate che disegnano il paesaggio agrario della Costiera Amalfitana. In ciascuno dei nostri terrazzamenti coltiviamo limoni e viti. L’allevamento avviene in strutture a pergolato realizzate in legno di castagno selvatico di provenienza locale.

Gli appartamenti, le tende e l’area camping sono inseriti proprio in questo autentico paesaggio coltivato e custodito nel rispetto delle tradizionali e secolari tecniche agrarie della zona. Siamo produttori del “Limone Costa d’Amalfi I.G.P. – Indicazione Geografica Protetta” e i nostri vigneti sono iscritti all’albo della “D.O.C. della Costa di Amalfi”.

BELLA BAIA

Up Pò Di Storia

Bella Baia è il nome identificativo della zona in cui sorge la nostra azienda che trae origine proprio dalla baia sottostante, da sempre conosciuta come Bellavaje – forma dialettale di Bella Baia –, oggi detta anche Baia del Cavallo Morto. Ci troviamo ai piedi del monte Falerzio che costituisce la montagna più alta della catena dei Monti Lattari, siamo nel Cuore del “Parco dei Monti Lattari” e vicini all’area marina protetta di Capo d’Orso. Sino al finire del XV sec. l’area in cui oggi sorge Bella Baia era coltivata prevalentemente ad uliveto, mentre le restanti parti di terreno erano adibite al pascolo.

Lo sviluppo e la trasformazione agraria del paesaggio si legge attraverso documenti legati alla vita dell’Abbazia di Santa Maria de Olearia, che dista circa 1,5 km da Bella Baia. L’intero territorio che costituisce il versante meridionale del monte Falerzio era di proprietà dell’Abbazia di Santa Maria de Olearia sin dall’epoca della sua fondazione risalente al IX-X sec.. Nel corso della fine del 1400, l’abbate di quel tempo decise di concedere i terreni e le circostanti montagne a privati in cambio del pagamento di un canone. È così che attraverso una divisione dell’intero promontorio presero vita le prime unità produttive agricole. Siamo sul versante prospiciente il mare, in prossimità di piccole strade di collegamento montano e di corsi d’acqua. Le aree concesse in quel tempo e che si identificavano con il nome di Grotta Pandone o Sant’Angelo e Acquarulo corrispondono in parte alla odierna Bella Baia.

Affinate nei secoli le tecniche di coltivazione del limone e avviato un processo di graduale aumento della sua commercializzazione, si resero necessarie anche per Bella Baia opere di ampliamento e miglioramento. L’odierna conformazione architettonica dell’azienda agricola Bella Baia è frutto della ristrutturazione e riedificazione avvenuta nel corso della prima metà del XIX secolo – 1830/1845. In questa epoca furono ridisegnati i terrazzamenti, realizzate le cisterne per l’accumulo di acqua e canalizzazioni necessari per l’irrigazione, così come scale, edifici e muri di recinzione. La nostra azienda ha vissuto un periodo di alta produttività e redditività crescenti a far data dalla metà del XIX sec. e fino alla fine degli anni 50 del XX sec..

A partire dagli anni 60 del XX secolo è stata oggetto di graduale abbandono, data la scarsa redditività causata dalle nuove economie. Nel 1996 inizia un’ opera di rinascita aziendale con il reimpianto totale del limoneto e la risistemazione della vigna. Nell’opera di reimpianto del limone sono state utilizzate piante autoctone e prodotte a Maiori con la finalità di preservare l’ecotipo sfusato amalfitano. La bellezza della struttura e l’unicità dei prodotti sono gli elementi su cui si è puntato per una rinascita in senso produttivo. Bella Baia diventa così una azienda agrituristica nel 2009. Oggi produciamo limoni e uva. Il limoneto e il vigneto sono lo scenario in cui si inserisce una nuova forma di ospitalità e dove l’uomo vive in armonia con una natura pura e rigogliosa.

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Il Limone Sfusato Amalfitano

Noi produciamo il “Limone Sfusato Amalfitano” così chiamato per la sua caratteristica forma allungata. La Costa d’Amalfi è un’oasi delle biodiversità e la sopravvivenza dello sfusato amalfitano ne costituisce prova tangibile. Il primo documento che attesta la presenza del limone è datato al 986. Furono gli Arabi a divulgare proprietà, usi gastronomici e medici del limone all’epoca del loro dominio nel Mediterraneo. La Scuola Medica Salernitana recepì gli studi arabi in materia di uso terapeutico del limone. Impulso alla diffusione della coltivazione venne dalla scoperta, all’epoca dei grandi viaggi intercontinentali (sec. XV – XVIII), che lo scorbuto, flagello degli equipaggi, poteva essere vinto dalla somministrazione del succo di limone.

È proprio nel corso di questi secoli che in Costa d’Amalfi, si inizia la costruzione di terrazze ed i termini limuncello e jardeno di origine araba, già usati negli atti pubblici locali, sostituiscono i derivati latini citrus e cetrarius. L’impiego in medicina e in cucina accresce la domanda di questo prodotto e a partire dal sec. XV se ne intensificano le coltivazioni specializzate. La necessità di aumentare le superfici da coltivare comporta la costruzione di terrazzamenti. È così che con l’intensificarsi della produzione del limone si modifica gradualmente nei secoli anche il paesaggio agrario. Si può dire che il limone faccia parte delle vita della Costa d’Amalfi da sempre.

A Pompei nella casa del frutteto viene ritratto un albero di limoni in un affresco del I Sec. D.C.. Il legame profondo tra la costa e il suo frutto più prezioso è testimoniato in rappresentazioni pittoriche di età barocca. Si può così dare una identità allo “sfusato amalfitano”. Nel 1646 il botanico Giovan Battista Ferrari, lo studia, lo rappresenta graficamente e lo cataloga come “limone amalfitano” nel proprio trattato sugli agrumi. È evidente che ancora oggi si coltiva e si produce lo stesso limone. Il Ferrari ha anticipato di tre secoli la consacrazione definitiva della specificità del limone raggiunta nell’aprile del 2001 con l’ottenimento della I.G.P. Indicazione Geografica Protetta da parte dell’Unione Europea.

Nel XIX secolo il limone aveva assunto grande valore economico e sociale per la Costa d’Amalfi. La secolare opera di trasformazione del paesaggio agricolo era conclusa: terrazze coltivate a limoni, delimitate dalle macere e confinanti con boschi di pali di sostegno alle piante, sistemi di canalette per l’acqua di irrigazione collegate a grandi peschiere cisterne, sentieri e scale disegnavano i pendii delle montagne.

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Proprietà e qualità del limone

Il limone Costa d’Amalfi è unico non solo per la forma allungata e puntuta, ma anche per il profumo e le qualità organolettiche. Ricerche svolte in ambito scientifico confermano in modo esplicito che il limone della Costa d’Amalfi possiede una particolare base genetica che rende il frutto qualitativamente interessante, non solo per il consumo diretto, ma anche per la trasformazione e in particolare per la preparazione del famoso liquore di limone. La presenza di numerose ghiandole oleifere e lo spessore del flavedo, sono alcune delle caratteristiche peculiari del limone Costa d’Amalfi che lo rendono unico e con un potere aromatizzante accentuato rispetto agli altri limoni.

Le caratteristiche aromatizzanti di un estratto di limone sono principalmente dovute alla frazione dei composti ossigenanti contenuti nel flavedo –la parte gialla della scorza del limone – ricca di ghiandole oleifere. I risultati della ricerca indicano che il contenuto in composti ossigenanti nei limoni Costa d’Amalfi è più del doppio del contenuto dell’estratto degli altri limoni: è possibile affermare che l’estratto proveniente da limoni amalfitani ha un potere aromatizzante decisamente maggiore. Anche il bouquet dell’olio essenziale estratto dal limone Costa d’Amalfi è particolare per l’armonia delle sue note olfattive.

I ricercatori hanno rilevato importanti diversità compositive rispetto agli olii essenziali di limoni riportati in letteratura scientifica: “ … i limoni della Costa d’Amalfi e quelli della Penisola Sorrentina danno degli estratti alcolici di qualità tipica che, pur distinguendosi tra loro, possiedono una nota compositiva che li qualifica e tipizza rispetto ad altre produzioni …”. Per noi che lo produciamo è il limone più buono del mondo.

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